Psicologia Perinatale

copertina psicologia perinataleLa psicologia perinatale si occupa di promuovere e tutelare il benessere biopsicosociale del bambino, della madre e del padre dal preconcepimento fino al compimento del suo quarto anno di vita, periodo in cui si presume che diverse abilità cognitive e psico-emotive siano state raggiunte. Centrale è valorizzare e riconoscere le risorse di tutti i membri, mettendo al centro la fisiologia della nascita e del prendersi cura.

La psicologia perinatale tenta così di fare chiarezza rispetto a temi dove le esperienze personali spesso hanno rappresentato verità universali in fatto di allattamento, sonno e cure prossimali o comunque dove spesso ciò che ci è stato raccontato piuttosto che partire da basi scientifiche, ha preso vita unicamente da un approccio adultocentrico alla questione. La psicologia perinatale non protende verso i bisogni del bambino a discapito di quelli della madre e/o della coppia, ma mostra ciò che l’evidenza scientifica, dall’epigenetica alle neuroscienze, ci dice rispetto a questa delicata fase del ciclo vitale. Detto questo, ogni individuo è invitato ad agire la propria scelta soggettiva, la psicologia perinatale vorrebbe solo contribuire a renderla anche consapevole e informata.
In Italia la psicologia perinatale non trova ancora spazio nelle nostre università, se non in alcuni corsi di perfezionamento, che però spesso vanno ad evidenziare l’aspetto clinico rispetto a quello fisiologico…quasi come se il periodo perinatale diventa degno di interesse solo nella patologia, mentre formare professionisti sulla fisiologia del perinatale molto potrebbe fare in termini di promozione del benessere e prevenzione del disagio.
Il mio titolo di psicologa perinatale ha, quindi, del provocatorio, potrei offrire esattamente gli stessi servizi anche soltanto in qualità di psicologa clinica o psicoterapeuta, data l’assenza di norme disciplinari a precisarne il confine, ma definirmi psicologa perinatale oggi per me è dare nome e voce ad un sapere a cui dovrebbe essere riservato uno spazio importante all’interno dei curricula universitari e ad un periodo della vita verso cui lo Stato dovrebbe volgere lo sguardo e le finanze se volesse davvero essere uno Stato interessato ad investire su i suoi neo-nati cittadini, assicurando loro la migliore accoglienza possibile in fatto di bisogni primari. Niente di tutto questo purtroppo, perchè con molta probabilità viviamo in un luogo che continua ancora a non credere che indirizzare risorse, competenze, servizi verso il periodo perinatale possa essere una buona premessa per far crescere adulti sicuri, autonomi e assertivi.
Lavoro in questo ambito dal 2010, ho strutturato e gestito un Consultorio per Genitori presso la Asl di Viareggio, essendo stata vincitrice di concorso, e mi sono occupata anche dei corsi di accompagnamento alla nascita, mentre nella mia attività di libera professionista ho accolto e accolgo tante mamme e papà alla scoperta o riscoperta delle proprie competenze genitoriali. Nel mentre, mi sono formata partecipando a corsi  organizzati da enti privati, ma ancora oggi, così come per tutti gli altri ambiti di cui mi occupo, mi sento in formazione permanente, perchè la ricerca scientifica va avanti e con essa il mio modo di crescere nel mio lavoro.