a

un'apertura e un'esplorazione nei confronti del proprio mondo interiore, delle proprie relazioni, dei propri vissuti... uno Spazio come Tempo.

Prenota subito un appuntamento

Sarah Meli – MioDottore.it

 
Come L'Albero > NEWS  > Considerazioni dopo il Babyloss a Pisa

Considerazioni dopo il Babyloss a Pisa

Il 15 Ottobre si è realizzato il primo bayloss a Pisa…grande emozione dai giorni precedenti, perchè è un tema che ti coinvolge, che ti fa toccare con mano quanto bisogno di umanità c’è di fronte ai muri che si alzano per non entrare in contatto, per non sentire il dolore dell’altro e per non permettere al proprio dolore di risuonare. E ti fa anche capire quanto fondamentale possa diventare la formazione per gli operatori, perchè ad esempio le competenze comunicative non possono essere qualità personali che fortunatamente si ritrovano in qualche professionista, ma strumento condiviso da tutti, senza il quale diventa davvero difficile parlare di un’assistenza di qualità. Perché come già più volte è stato ripetuto, il lutto perinatale è un trauma, ma la maggior parte dei genitori nel proprio percorso si ritrova a vivere un trauma secondario, dato dal “come” questo evento è stato “comunicato, assistito, accompagnato” dagli operatori . Non ci può essere giudizio, colpa, minimizzazione, ironia nelle parole di chi assiste…ma ascolto, empatia, rispetto. Non è  certamente facile accompagnare alla morte in un contesto  dove si lavora per accogliere al vita, ma queste difficoltà bisogna che vengano riconosciute e che questa consapevolezza sia premessa per chiedere formazione, supervisione… per condividere anche i vissuti emotivi legati al proprio lavoro. I limiti dei servizi non possono ricadere sulle mamme, sui papà e sui familiari.

Insieme possiamo davvero molto, partendo dai genitori, da chi c’è passato…perchè non può esserci tavola rotonda di esperti senza la presenza di chi ha visto delegittimato il proprio lutto…questi vissuti sono la strada per capire verso quale direzione deve tendere la cultura, dal vicino di casa all’operatore socio-sanitario, dal medico alla cugina lontana. Perché come ha citato la neonatologa della tin del Santa Chiara Laura Guerrini “il dolore non si può evitare, ma la sofferenza sì”. Ringrazio tutt* per la partecipazione

lanci recital cuore laboratorio lancio palloncino palloncini